Costruzionismo

a cura di Chiara Laici

Il costruzionismo è una variante del costruttivismo che condivide con quest’ultimo l’idea di un uomo costruttore di strutture di conoscenze ma specifica anche che la costruzione di conoscenze è molto più significativa in un contesto dove il soggetto che apprende è impegnato nella costruzione di un qualcosa di concreto e condivisibile.

Uno degli esponenti principali, specialmente per gli apporti forniti alla didattica e alle tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento è Seymour Papert, collaboratore di Piaget (dal 1958 al 1963) presso l’istituto di epistemologia genetica di Ginevra, e dal 1964 ricercatore al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, dove ha fondato insieme a Marvin Minsky il Laboratorio di Intelligenza Artificiale.

Secondo Papert, costruzionismo è una parola con due aspetti, uno si richiama alla teoria costruttivista ad a Piaget che considera l’apprendimento come una ricostruzione e non come una mera trasmissione di conoscenze (istruzionismo), l’altro estende il concetto dei materiali manipolativi affermando che la costruzione e quindi l’apprendimento è più efficace e padroneggiato quando non è solo mentale, ma è supportato da una costruzione reale, da una attività come la costruzione di un progetto significativo (cfr. Papert 1986). Papert chiama questa forma di costruzione mentale “pensiero concreto”. Nella visione epistemologica di Piaget era solo uno stadio “intermedio” mentre nell’impostazione proposta da Papert diventa il protagonista dell’apprendimento, un apprendimento definito “sintonico” e fondato  sui tre principi di continuità con le esperienze e conoscenze pregresse del soggetto, potenza nel realizzare progetti personali carichi di significato, risonanza culturale delle conoscenze da apprendere (cfr. Varisco 2002, 1995; Papert 1980).

Il costruzionismo introduce quindi il concetto di “artefatti cognitivi” ovvero degli oggetti o dispositivi che facilitano l’apprendimento e di cui l’uomo necessita esattamente come un costruttore necessita dei materiali da costruzione. Tali prodotti concreti debbono poter essere mostrati, discussi, esaminati, sondati e ammirati. Si propongono quindi dei veri e propri “set di costruzione”, che permettono all’apprendimento di concretizzarsi ed anche di avvicinarsi alla realtà. Secondo questa impostazione se gli studenti sono lenti nell’apprendere non è dovuto alla complessità delle informazioni in sé, ma al fatto che non sono stati proposti materiali adeguati, tali da avvicinare il concetto il più possibile alla realtà e da rendere l’informazione semplice da apprendere.

Nella creazione di ambienti per l’apprendimento che utilizzano tecnologie, ambito privilegiato da Papert, diventa centrale l’allievo e le sue attività concrete che generano apprendimenti.

Nel 1963, in contrapposizione alle applicazioni CAI (Computer Assisted Instruction) di stampo comportamentista, Papert realizza il LOGO, un linguaggio e un ambiente di programmazione appositamente sviluppato per i bambini e sviluppa successivamente l’estensione del set di costruzioni LEGO ad un set di robotica in modo da rendere disponibili ai bambini strumenti per concretizzare il pensiero astratto e strumenti per realizzare ed esplorare anche creature artificiali.

In tal modo “È il bambino che programma il computer e non il computer che programma il bambino”. Questa impostazione si distanzia da una didattica fondata sull’imparare per usare, dove risulta preminente l’insegnamento esplicito sull’apprendimento e privilegia invece una didattica fondata sull’usare per imparare, dove è preminente l’apprendimento attivo sull’insegnamento (cfr. Papert 1993). Il motto risulta così essere “non apprendere per applicare, ma fare per imparare”.

L’atteggiamento del costruzionismo nei confronti dell’insegnamento non è del tutto negativo perché minimalista, l’obiettivo è insegnare in modo tale da offrire il maggiore apprendimento con il minimo di insegnamento.

Viene privilegiato il problem solving e il problem finding in quanto nell’utilizzo attivo e costruttivo del LOGO e dei micro mondi i problemi nascono e si definiscono facendo, si procede per continui aggiustamenti confrontandosi via via con i risultati perseguiti. Nella “pedagogia dell’errore” questo assume un’accezione positiva, si parla infatti di “matetica” ovvero corso sull’arte dell’apprendimento. Si costruisce così un sapere utile e condiviso, che si adegua allo stile dell’allievo, un sapere pratico ed intenzionale, realizzato in concreti contesti di utilizzo (cfr. Harel & Papert 1991; Varisco 1995).

Il sistema scolastico, reso obsoleto anche dall’avvento delle nuove tecnologie, va quindi ripensato per andare oltre un programma lineare e statico verso un percorso flessibile e dinamico in cui sia data ai bambini la possibilità di gestire il proprio apprendimento e di imparare non a dare la giusta risposta alle domande inerenti quello che si è appreso a scuola, ma trovare giuste soluzioni a situazioni che vadano oltre l’ambito scolastico: “The one really competitive skill is the skill of being able to learn” (cfr. Papert 1998).


 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Harel, I., Papert, S. (eds) (1991). Constructionism. Norwoodn. New Jersey: Ablex.
Papert , S. (1993). The Children’s Machine. Rethinking School in the Age of the Computer. New York: HarperCollins. Trad. It. I bambini e il computer. Nuove idee per i nuovi strumenti dell’educazione. Milano, Rizzoli, 1994.
Papert, S. (1980). Mindstorms: Children, Computers, and Powerful Ideas. New York: Basic Books. Trad. It. Mindstorms. Bambini computer e creatività. Milano, Emme, 1984.
Papert, S. (1986). Constructionism: A new opportunity for elementary science education. NSF Grant Application.
Papert, S. (1991). Preface. In: I. Harel & S. Papert (Eds). Constructionism. Research reports and essays. 1985-1990, p. 1, Norwood NJ.
Papert, S. (1998). Child Power: Keys to the New Learning of the Digital Century:http://www.papert.org/articles/Childpower.html
Varisco, B.M. (1995). Paradigmi psicologici e pratiche didattiche con il computer. Tecnologie Didattiche, n. 7:  http://www.tdmagazine.itd.cnr.it/files/pdfarticles/PDF7/varisco.pdf
Varisco, B.M. (2002). Costruttivismo socio culturale. Roma: Carocci.


 

PER L’APPROFONDIMENTO E LA RICERCA

Hoban, G., Nielsen, W. & Carceller, C. (2010). Articulating constructionism: Learning science through designing and making “slowmations” (student-generated animations). In C.H. Steel, M.J. Keppell, P. Gerbic & S. Housego (Eds.), Curriculum, technology & transformation for an unknown future. Proceedings ascilite Sydney 2010 (pp.433-443). http://ascilite.org.au/conferences/sydney10/procs/Hoban-full.pdf
Papert, S. (1996). The Connected Family: bridging the digital generation gap. Trad. It. Connected family. Come aiutare genitori e bambini a comprendersi nell’era di internet. Milano, Mimesis, 2006.
Papert, S. (1998). Strumenti di didattica multimediale. MicroMondi. Il logo multimediale per imparare nel 2000. Roma: Garamond.


 

RISORSE ON LINE

Artificial Intelligence Lab (MIT): http://www.csail.mit.edu/
LEGOMindstorm: http://mindstorms.lego.com/en-us/default.aspx?domainredir=www.legomindstorms.com
Logo, Micromondi: http://www.campustore.it/micromondi
MaMaMedia – THE place for Kids on the Net: www.mamamedia.com
MIT Media Lab: http://www.media.mit.edu/
Papert web page: http://www.papert.org/
Papert Works: http://www.papert.org/works.html
World Wide Workshop. Social Media Technology & Learning: http://www.worldwideworkshop.org/

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