Gattullo

Mario Gattullo (1933-1991) professore ordinario di pedagogia sperimentale presso l’Università di Bologna, ha ricoperto la carica di presidente della Società Italiana di Pedagogia e di direttore del Centro Interdipartimentale per le Ricerche Educative dell’Università di Bologna; ha diretto, inoltre, dal 1976 al 1986 l’Istituto di Pedagogia e poi il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna.

Gattullo si è particolarmente distinto nel campo della ricerca docimologia italiana ma ha partecipato attivamente anche al dibattito sulle politiche scolastiche, sulla formazione iniziale degli insegnanti e sulla trasformazione delle Facoltà di Magistero. Nel corso degli anni Cinquanta si inizia a parlare con insistenza nel nostro Paese di prove oggettive di profitto e i contributi più rilevanti in questa direzione vengono da autori come Aldo Visalberghi, Luigi Calonghi e, successivamente, da Mario Gattullo. Nel 1967 con Didattica e docimologia ha fornito un importantissimo contributo per lo sviluppo della nuova disciplina, contribuendo alla sua definizione e al suo rinnovamento da un punto di vista epistemologico. Gattullo ha sottolineato, in particolare, la centralità della misurazione, dando preminenza ad un approccio di tipo quantitativo: la misurazione viene vista da questo studioso come un atto di accertamento sul quale non dovrebbero sussistere contestazioni in modo che la successiva traduzione in valutazione possa risultare obiettivamente determinabile. Gattullo ha descritto il controllo scolastico come un processo articolato in tre fasi che sono:

  1. la fase della determinazione dell’oggetto della misurazione;
  2. il processo della misurazione;
  3. la valutazione dei risultati registrati.

Il processo di misurazione prevede l’utilizzazione di uno strumento con la funzione di stimolare (nel caso in cui le situazioni fossero artificiali) e registrare i comportamenti degli allievi; l’esaminatore ha il compito di leggere  (analiticamente e sinteticamente) i comportamenti registrati. La valutazione dei risultati può implicare la presa in considerazione del rendimento del gruppo di cui il soggetto fa parte e/o delle capacità del soggetto o del suo rendimento iniziale. La valutazione dei risultati implica, secondo Gattullo, l’utilizzazione di un sistema di simboli (o di giudizi) entro una gamma prestabilita. (Gattullo, Didattica e docimologia, pag. 51).

Rispetto all’uso delle procedure di tipo qualitativo Gattullo ha affermato in modo inequivocabile la sua posizione, sostenendo che “…tutte le volte che in educazione e nella ricerca educativa si faccia ricorso alla categoria del qualitativo, si [debbono] nei fatti utilizzare procedure che si richiamano a parametri di tipo quantitativo. Non intendo, con questo, sostenere che in educazione e nella vita sociale non esistano le “qualità”. Ritengo però corretto sostenere che le qualità, se esistono, sono da noi conoscibili (aggredibili, comprensibili) soltanto mediante l’utilizzazione di procedure e categorie di tipo quantitativo” (Gattullo, 1989, p. 162).

Gattullo ha comunque sostenuto la necessità di giungere ad opportune integrazioni di fasi qualitative (decisione sul “come” e “cosa”) e quantitative (rilevazioni e analisi del “cosa”). E sottolineava inoltre che, nella ricerca sperimentale, sono molto importanti i momenti propriamente decisionali, di connessione tra dati e riflessione teorica: la decisione sulle ipotesi e la decisione sulle conclusioni di una ricerca, oltre ai molti altri momenti decisionali che si presentano nel corso del suo svolgimento e che mettono in evidenza come il processo della ricerca sperimentale sia tutt’altro che meccanico (Gattullo, 1984).

Dal suo punto di vista, in campo educativo le ricerche osservative e gli esperimenti sono dotati di pari rigore e dignità: “l’osservazione, come procedura generale di sperimentazione, fa parte a pieno titolo delle ricerche educative di tipo sperimentale, allo stesso modo dell’esperimento; essi si presentano solo come due possibili varianti di tipo generale della programmazione delle operazioni necessarie per il compimento della verifica; non c’è invece tra essi alcuna differenza strutturale in relazione agli altri momenti della sperimentazione, a partire dalla formulazione delle ipotesi fino a giungere alla loro verifica. Non vi è dubbio che siano pari per rigore metodologico: alcune ricerche osservative possono richiedere un apparato di rilevazione dei dati molto più complesso, elaborato e sofisticato degli esperimenti” (Gattullo, 1984, p.58).


 

Tra le sue opere più significative

Gattullo, M. (1967). Didattica e docimologia. Misurazione e valutazione nella scuola. Roma: Armando.
Gattullo, M. (1967). I problemi della misurazione e della valutazione nell’educazione fisica. Genova: Cooperativa libraria universitaria.
Gattullo, M., Lodini, E. (1970). Educazione e ricerca sperimentale: problemi e metodi. Genova: Cooperativa libraria universitaria.
Gattullo, M. (1978). Voti, test, schede : ricerche sulla valutazione scolastica. Firenze: La Nuova Italia.
Gattullo, M. (1978). Problemi di politica scolastica: documenti e analisi. Genova: Cooperativa libraria universitaria.
Gattullo, M. et al. (1981). Dal Sessantotto alla scuola : giovani insegnanti tra conservazione e rinnovamento. Bologna: Il Mulino.
Gattullo, M., Visalberghi, A. (Eds) (1986). La scuola italiana dal 1945 al 1983. Scandicci: La Nuova Italia.
Gattullo, M. (1986). Quale università? Proposte per il cambiamento. Scandicci: La Nuova Italia.
Gattullo, M. (1991). Questioni attuali di politica scolastica. Bologna: CLUEB.


 

Tra i suoi scritti più significativi

Gattullo, M. (1984). Sperimentare e decidere. In E. Becchi, B. Vertecchi (Eds.), Manuale critico della sperimentazione e della ricerca educativa, Milano: Angeli, pp.49-69.
Gattullo, M. (1989). Quantitativo e qualitativo in educazione e nella ricerca educativa. “Scuola e Città”,4, pp. 158-162.

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