Cronbach

Lee J. Cronbach (1916-2001) famosissimo psicopedagogista americano, professore alla Stanford University. Nel 1921 quando era molto piccolo gli fu somministrato il test IQ dallo psicologo della scuola il quale, colpito dal suo elevato quoziente di intelligenza, gli suggerì di iscriversi come studente di talento ad un programma diretto dal prof. Lewis Terman della Stanford. Si è diplomato alla scuola superiore di Fresno all’età di quattordici anni, più tardi ha frequentato il Fresno State College e ha conseguito la laurea in chimica e matematica all’età di diciannove anni.

Alla fine del 1930 ha iniziato la sua carriera come insegnante di matematica e chimica, nel 1940 ha conseguito il dottorato in Psicologia dell’Educazione presso l’Università di Chicago, dove ha incontrato Ralph Tyler, una figura che ha esercitato un’influenza duratura nella sua vita. In seguito è diventato professore associato di psicologia allo State College of Washington, poi si è trasferito all’Università di Chicago e all’Università dell’Illinois. Nel 1964 è giunto a Stanford dove è stato nominato “Vida Jacks Professor of Education”. Nel 1980 si è ritirato dall’insegnamento rimanendo, tuttavia, attivo nel dibattito sulla sperimentazione educativa e psicologica.

Durante la sua lunga carriera Cronbach si è interessato a tanti ambiti di ricerca, tra cui la teoria della misura, la valutazione di programma e l’istruzione. Cronbach ha condotto importanti e numerosi studi nel campo della psicologia dell’educazione, in particolare sui temi dell’istruzione e della valutazione. Egli sosteneva già nel 1950 che gli ambienti di apprendimento devono essere progettati per soddisfare le capacità degli individui e ha cercato di colmare il divario tra le diverse teorie della psicologia.

I suoi innumerevoli studi hanno fornito contributi fondamentali e importantissimi nel campo della psicologia dell’educazione e del testing psicologico. A Cronbach si deve lo sviluppo della misura di affidabilità dei test psicologici o educativi più utilizzata, nota come alpha di Cronbach; l’alpha di Cronbach è un coefficiente di affidabilità comunemente usato come misura della coerenza interna o dell’affidabilità di un punteggio ai test psicometrici per un campione di soggetti esaminati. Nello specifico, il coefficiente di attendibilità alpha di Cronbach è una misura dell’affidabilità interna degli elementi di un indice. Esso può avere valori compresi tra 0 e 1 e indica in che misura gli elementi di un indice misurano la stessa cosa.

Gli studi in questo ambito gli hanno permesso di sviluppare una teoria generale di affidabilità della prova, la cosiddetta “Generalizability theory”. Si tratta di un modello statistico complesso messo a punto per identificare le fonti di errore nella misura. La teoria della generalizzabilità (TG, o Generalizability Theory, Cronbach et al., 1972) fornisce una cornice di riferimento per esaminare in modo più approfondito l’attendibilità delle misure comportamentali. Non a caso, il termine inglese utilizzato in questo campo per indicare l’attendibilità è dependability, che ha un significato più ampio dell’altro termine comunemente usato, reliability. La TG in effetti rappresenta un’estensione del concetto di attendibilità della Teoria classica dei test (TCT) poiché tende ad identificare e quantificare il contributo di più fonti di errore nella misurazione. Grazie al suo impegno scientifico, Cronbach è considerato uno dei principali e più influenti psicologi di tutti i tempi.

Insieme a questi appena descritti, risultano particolarmente significativi i suoi studi sulla teoria della validità. Cronbach si è dedicato in modo pionieristico agli studi sull’interpretazione dei punteggi ai test. I suoi interessi di ricerca si sono estesi e sono andati oltre la misura e le prove, comprendendo gli studi sulla valutazione e sull’istruzione. Cronbach ha affrontato insieme a Paul Meehl il problema di stabilire in che misura l’interpretazione di una prova è concettualmente ed empiricamente giustificata, estendendo le concettualizzazioni in proposito sia al campo del testing psicologico che educativo e sociale. Cronbach e Meehl credevano fosse di importanza fondamentale che gli psicologi sostenessero la costruzione di validità anche attraverso l’impostazione di un pensiero metodologico, in modo che la sua logica, la sua legittimità scientifica, e i suoi pericoli possano diventare espliciti e familiari.

I riconoscimenti professionali di Cronbach furono numerosi. È stato presidente dell’American Educational Research Association, dell’American Psychological Association e della Psychometric Society, e membro di altre associazioni scientifico/accademiche, tra cui: la National Academy of Science, la National Academy of Education, l’American Philosophical Society, l’American Academy of Arts and Sciences. Ha ricevuto numerose lauree ad honorem, tra cui quelle della Yeshiva University, dell’Università di Göteborg, in Svezia, e dell’Università di Chicago. Quando è stato presidente dell’American Psychological Association (1956-1957) ha cercato di colmare il divario tra le diverse teorie psicologiche dimostrando l’importanza sia dell’ambiente esterno che dei comportamenti individuali. Nel 1970 ha diretto lo Stanford Evaluation Consortium, un’organizzazione di ricerca, assistenza e formazione promosso dalla Scuola di Educazione e comprendente docenti afferenti ai dipartimenti di Comunicazione e Psicologia. Questo ente ha lavorato con lo Stato della California per esaminare le reti di relazioni con i distretti scolastici locali sui vari progetti.

Le sue ricerche in ambito valutativo hanno influenzato la valutazione dei programmi in molti campi: dai programmi sulla salute ai programmi sulla delinquenza minorile. I suoi studi hanno evidenziato i limiti delle prove randomizzate sul campo, l’importanza dei contesti locali sulle performance e gli aspetti politico/sociali della valutazione dei programmi.


Tra le sue opere più significative

Cronbach, L. J. & Gleser, G. C. (1957). Psychological tests and personnel decisions. Urbana: Univer. Illinois Press.
Cronbach, L. J., Gleser, G. C., Nanda, H., & Rajaratnam, N. (1972). The Dependability of Behavioral Measurements. Theory of Generalizability for Scores and Profiles. New York: Wiley.
Cronbach, L.J. (Ed.), (2002). Remaking the concept of aptitude: Extending the legacy of Richard E. Snow.  Mahwah, NJ: Erlbaum.


Tra i suoi scritti più significativi

Cronbach, L. (1951). Coefficient Alpha and the Internal Structure of Tests. Psychometrika, 16, 3, pp. 297-334.
Cronbach, L. J., & Gleser, G. C. (1953). Assessing similarity among profiles. Psychological Bulletin, 50(6), 456-473.
Cronbach, L. J. & Meehl, P. E. (1955). Construct validity in psychological tests. Bull., 52, 281-302.
Cronbach, L. (1957). The two disciplines of scientific psychology. American Psychologist, 12, 671-684.
Cronbach, L. J., Rajaratnam, N., & Gleser, G. C. (1963). Theory of generalizbility: A liberalization of reliability theory. British Journal of Statistical Psychology, 16, 137-163.
Cronbach, L. J., Schonemann, P., & McKie, D. (1965). Alpha coefficients for stratified-parallel tests. Educational and Psychological Measurement, 25, 291-312.
Cronbach, L. J., Linn, R. L., Brennan, R. L, & Haertel, E. H. (1997). Generalizability analysis for performance assessments of student achievement or school effectiveness. Educational and Psychological Measurement, 57, 373-399.
Cronbach, L. J., & Shavelson, R. J. (2004). My current thoughts on coefficient alpha and successor procedures. Educational and Psychological Measurement 64, no. 3, pp. 391-418.

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