Colloquio

Il termine colloquio viene utilizzato talvolta come sinonimo di intervista, ma diversi autori sottolineano che il colloquio presenta differenti  finalità, modalità di conduzione e pone l’accento su oggetti diversi rispetto all’intervista (Trentini, 1985; Fideli e Marradi, 1986).

Secondo questi autori l’intervista è finalizzata alla raccolta di informazioni, viene svolta in maniera piuttosto strutturata, limitando al minimo le digressioni e i feedback e cercando di raccogliere le risposte fornite dall’intervistato senza rimodulare le domande in maniera personalizzata. La gestione dell’intervista è in mano all’intervistatore, che conduce l’intero processo.

Il colloquio invece si caratterizza per la relazione che si instaura tra i due soggetti coinvolti. In tutte le tipologie di colloquio, infatti, si prevede una forma di comunicazione “a due vie”, nel senso che l’intervistatore, oltre a ricevere le risposte, cerca di utilizzare tutti gli elementi che provengono dall’intervistato e li usa come spunti per l’approfondimento: il dialogo che si genera è libero e può spaziare anche in ambiti inizialmente non previsti.  Un’altra caratteristica importante è la motivazione che spinge il soggetto ad attivare il colloquio: l’intervista, di solito, non nasce da un richiesta del soggetto, ma parte dall’esigenza di raccogliere informazioni ai fini di una ricerca definita dall’intervistatore, mentre il colloquio è promosso dal soggetto ed ha finalità non solamente cognitive.  Se sono i soggetti stessi ad aver “voluto e chiesto il contatto, si parla più propriamente di colloquio” (Trentini, 1980, p.7) e non di intervista.

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