Aggettivi

Nell’espressione del giudizio, momento finale dell’atto valutativo, nel quale si tratta di dichiarare il ‘valore’ attribuito alla prestazione scolastica dell’alunno rilevata con diversi strumenti, si può ricorrere agli aggettivi come alternativa ad altre forme espressive, quali i voti, i profili, i giudizi discorsivi. Possono essere utilizzate serie di aggettivi di significato globale (ad es. ottimo, buono, sufficiente, …), sorta di sostituzione dei voti, che, tuttavia, come ha messo in evidenza la ricerca docimologica, hanno diversi limiti, tra i quali un significato spesso non univoco, legato all’esperienza del valutatore, la difficoltà a fare riferimento a criteri di valutazione espliciti e costanti, la mancata equidistanza nei livelli che individuano. Si possono impiegare, soprattutto in funzione formativa, anche aggettivi ‘qualitativi’ o ‘analitici’, che esprimono, spesso con l’aiuto di avverbi, il livello raggiunto rispetto ad un criterio (ad. es. esposizione organica, poco organica,disorganica; sempre corretta, per lo più corretta, scorretta, e così via); anche in questo caso gli aggettivi (e gli avverbi che ne modulano il senso) dovrebbero essere scelti in modo che il significato risulti chiaro (tra i docenti, con gli alunni e le famiglie), stabile e si faccia riferimento ad una gradualità costruita secondo criteri di equidistanza. (Vedere Cap. 14)

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