Autoanalisi d’Istituto: studio di caso

L’ITC “BODONI” è nato nel 1975 come Istituto Tecnico Commerciale, ed è caratterizzato istituzionalmente da tre indirizzi di studio:

  • il corso MERCURIO introdotto nell’anno 1992/93
  • il corso IGEA introdotto nell’anno 1993/94
  • il corso ERICA introdotto nell’anno 2002/03

Pur essendo nato come Istituto Tecnico per Ragionieri, nell’anno 1983/84 è stata raccolta la sfida dell’introduzione del Corso Programmatori e successivamente nel 1992/93 del corso Programmatori Mercurio che, fin dall’inizio e nel corso del tempo, ha dimostrato di rispondere pienamente alle esigenze del territorio.

Attualmente l’Istituto presenta, oltre ai corsi sopra citati, un corso Sirio Programmatori Serale per adulti e alcune classi presso la Casa di Reclusione di Via Burla a Parma.

L’I.T.C. “Bodoni” di Parma ha considerato l’autovalutazione (sia del lavoro d’aula sia dell’organizzazione scolastica) come un valore di qualità per la scuola. Forte di una lunga tradizione, l’Istituto negli anni 1997-1999 ha avviato un progetto di sperimentazione dell’autonomia scolastica e una conseguente attività di autovalutazione con la partecipazione  di esperti esterni (Prof. Enzo Morgagni dell’Università di Bologna, Dott.ssa Anna Armone della Scuola Superiore P.A. di Bologna e Ispettore Giancarlo Cerini dell’Ufficio Studi Provveditorato di Forlì) che hanno affiancato il Comitato di Progetto dell’Istituto.

A seguito di tale esperienza, in concomitanza con l’introduzione della legge sull’Autonomia scolastica e con le sollecitazioni derivanti dai risultati dei rapporti annuali dell’OCSE (che mettono in relazione le  risorse finanziarie destinate al settore scuola con le strutture e  il rendimento del singolo sistema scolastico), è nata la decisione di intraprendere un percorso sistematico di autovalutazione concretizzatosi nell’adesione dell’ Istituto al progetto AIR (Autoanalisi di Istituto in Rete) dall’anno scolastico 2000/01.

La scelta del Progetto AIR è stata dettata dalle caratteristiche  peculiari del modello stesso: forte specificità scolastica, formatività, economicità, utilizzo di parametri sostanzialmente di tipo metrico, operatività e possibilità di confronto sia sincronico sia diacronico dei dati raccolti con tutte le scuole della rete. Negli anni, grazie al continuo confronto, il modello si è snellito e perfezionato nella raccolta e nella rielaborazione dei dati e sono stati introdotti questionari di percezione rivolti a tutte le componenti scolastiche.

Tutto il lavoro di raccolta e di analisi dei dati è stato  svolto da un ristretto gruppo di docenti, i componenti del gruppo di autovalutazione, e  non vedeva il coinvolgimento attivo di tutte le componenti della scuola se non per i questionari di percezione. Rimaneva inoltre la difficoltà di superare positivamente la fase del miglioramento.

Nell’anno 2003 la scuola ha partecipato al corso di formazione “La qualità nelle relazioni” promosso dal CSA di Ravenna e finanziato dal USR dell’Emilia Romagna, corso che ha permesso una riflessione sulla qualità d’aula e sulle dinamiche relazionali tra le varie componenti della scuola. La Scuola, inoltre, ha partecipato a tutti i Progetti Pilota dell’INVALSI dal PP1 al PP5 per monitorare i processi di apprendimento in Italiano, Matematica e Scienze; ha compilato i relativi Questionari di Sistema effettuando così un confronto con gli indicatori riportati.

Nell’anno 2006/07 la decisione di affiancare alle esperienze già in corso il “Progetto Qualità“ di Bologna è nata dalla specificità del percorso proposto orientato al miglioramento, percorso basato su modalità di autoriflessione che ha coinvolto  tutte le componenti della scuola: docenti, studenti, famiglie, personale amministrativo ed enti del territorio. Il nuovo percorso intrapreso è stato di ricerca – formazione per tutte le componenti, in particolare studenti, genitori e personale amministrativo, che si sono sentite, veramente e per la prima volta, “ascoltate” e partecipi alla vita e alla gestione della scuola.

I gruppi di lavoro, sia omogenei sia eterogenei, hanno permesso di promuovere una discussione impegnata e significativa dei vari aspetti della scuola e una visione degli stessi da diverse prospettive. L’esperienza dei gruppi è stata una opportunità di apprendimento per tutti e ha messo in evidenza un miglioramento nelle relazioni interpersonali delle varie componenti.

La costruzione del profilo di autovalutazione ha consentito una prima diagnosi della situazione della scuola. Le prospettive evidenziate dalle diverse componenti hanno permesso una analisi più completa dei problemi e si è arrivati ad una individuazione condivisa di quali fossero i punti di forza e di debolezza e in quali priorità impegnarsi per il processo di miglioramento.

Il gruppo di autovalutazione ha condiviso gli esiti del lavoro svolto in una Conferenza di Servizio con la Dirigenza, le funzioni strumentali e i referenti di progetto. Dal confronto è emersa la decisione di focalizzare l’attenzione sulle seguenti priorità strategiche: regole condivise e rispettate, coesione e collegialità del consiglio di classe, monitoraggio delle attività, recupero.

Il nuovo dirigente scolastico, sensibile al problema della Qualità, ha confermato per la ricerca sul campo i tre docenti che avevano seguito il Progetto nell’anno 2006/07. Di tali docenti uno è collaboratore del Dirigente, uno funzione strumentale per l’orientamento e l’altro possiede un’esperienza consolidata nel progetto di autoanalisi AIR. Inoltre è stato scelto un gruppo di docenti rappresentanti tutti i gruppi disciplinari che ha collaborato attivamente nei vari passaggi dell’indagine per una maggiore condivisione e diffusione delle diverse attività svolte.

Il percorso di ricerca

Nell’anno 2007/08 le scuole secondarie dell’Emilia Romagna partecipanti al progetto hanno individuato come priorità strategica condivisa quella relativa alle attività di RECUPERO .

La nostra scuola ha condiviso pienamente tale scelta in quanto il tema del recupero ha coinvolto, fin dall’eliminazione degli esami di riparazione, con diverse attività e modalità organizzative, tutte le componenti della scuola e, inoltre, la possibilità di un confronto su questo tema con le scuole della rete è sembrato particolarmente stimolante.

IL LAVORO DI RICERCA  si è articolato secondo le seguenti fasi:

  • domande di indagine;
  • elaborazione strumenti;
  • realizzazione indagine;
  • lettura dei dati;
  • piano di sviluppo.

Il lavoro è iniziato con una attenta analisi delle attività di recupero in atto nella scuola anche relativamente ai punti forti e deboli. Parallelamente è stata costruita una mappa concettuale per individuare soggetti e responsabilità delle attività di recupero.

Dall’indagine svolta sono state individuate 8 domande chiave:

  • Quali fra le diverse attività di recupero producono migliori risultati?
  • Quali sono i fattori caratterizzanti un intervento di recupero personalizzato?
  • Su quali competenze sono basate le attività di recupero?
  • Quale importanza ha la condivisione di obiettivi e contenuti minimi (stabiliti dai
    gruppi disciplinari) per le attività di recupero e il loro buon esito?
  • Qual è il legame fra la programmazione didattica del Consiglio di classe e la
    presenza e/o assenza di attività di recupero?
  • La comunicazione alle famiglie sulla organizzazione delle attività di recupero e sugli
    esiti è efficace?
  • Gli esiti delle attività di recupero sono adeguati all’impegno di risorse umane ed
    economiche profuse?
  • Quali sono le cause della scarsa motivazione di parte degli studenti alle attività di
    recupero?

Individuate le domande è stato sviluppato Il Piano Operativo (dichiaratoautopercepito – agito – eteropercepito) con la scelta dei singoli strumenti di indagine.

Per il DICHIARATO sono stati utilizzati lo schema comparativo delle diverse attività di recupero, lo schema di analisi critica della progettualità della scuola e il diagramma di flusso procedurale relativo alla comunicazione.

Per l’AUTOPERCEPITO è stato predisposto un questionario docenti suddiviso in tre parti: la prima con dati di contesto, la seconda con 18 domande relative ad azioni professionali delle quali occorreva esprimere il grado di adeguatezza e di importanza, la terza con 11 domande di approfondimento sul tema del recupero.

Per l’AGITO è stata costruita una tabella di indicatori metrici relativa a: dati di
input ( risorse umane ed economiche impiegate, ecc,)  dati di processo (esiti primo qua-drimestre e corsi successivi) e di output (esiti secondo quadrimestre e scrutinio finale).

Per l’ETEROPERCEPITO sono state svolte sedute di discussione con studenti e genitori aventi come oggetto l’analisi delle domande chiave.

Inoltre è stata costruita una matrice di sintesi del processo di ricerca.

L’indagine è stata realizzata seguendo la matrice di sintesi del processo di ricerca con alcune modifiche apportate in itinere: la domanda chiave D8 pur essendo una domanda emersa dalle diverse componenti della scuola non ha trovato “risposta collegiale” in quanto le risposte riportate sia nel questionario docenti sia nelle sedute di discussione con studenti e genitori hanno presentato motivazioni strettamente personali e individuali e non oggettivamente quantificabili.

Infine, alcuni indicatori metrici hanno subito una revisione in itinere a causa della  difficoltà nel reperire con oggettività alcun dati .

Lettura dati

Dallo schema di analisi critica della progettualità di scuola si è osservato che la valutazione complessiva si è attestata su valori mediamente positivi per tutte le domande di indagine.

Relativamente alla domanda D7 la valutazione è risultata non soddisfacente e questo dato è stato confermato anche dagli esiti delle attività di recupero e da alcuni indicatori metrici.

Inoltre è stato rilevato per quanto attiene alle domande D3, D4, D5, che gli orientamenti progettuali non hanno evidenziato proposte originali e innovative.

Dall’analisi dei risultati del questionario rivolto ai docenti il divario maggiore rilevato tra adeguatezza e importanza si riferiva alle seguenti azioni educativo-didattiche: condivisione degli obiettivi e dei contenuti indispensabili per la promozione alla classe successiva, coesione del CdC rispetto agli obiettivi, programmazione di nuove metodologie nei gruppi disciplinari; relativamente alle azioni organizzative: l’impiego delle risorse umane per le diverse attività di recupero.

Nella parte relativa agli approfondimenti, è stato rilevato da parte dei docenti un impegno maggiore nel recupero dei debiti pregressi, mentre scarsa è stata la disponibilità nelle attività di Help e di Tutoraggio.

Tra i fattori che caratterizzano un valido intervento di recupero tutte le componenti hanno sottolineato come più significativi i seguenti: tempestività e gradualità dell’intervento; promozione dell’autostima attraverso la responsabilizzazione; interazione tra scuola e famiglia.

Per quanto riguarda le “Buone Pratiche” è emersa una scarsa risposta da parte dei docenti forse dovuta sia ad eccessivo pudore del proprio lavoro didattico e/o alla paura del giudizio dei colleghi sia al fatto che ci siano poche buone pratiche da condividere.

Questo ultimo fatto è supportato da quanto emerso in “Schema di analisi critica progettualità di scuola”  relativamente al grado di originalità e di innovazione.

Dall’analisi degli indicatori metrici è emerso che le discipline che hanno evidenziato le maggiori insufficienze nel primo quadrimestre sono state:

Biennio: Matematica, Scienza della Materia,  Inglese e Francese

Triennio Igea – Erica: Matematica, Economia Aziendale, Inglese  e Francese

Triennio Mercurio: Matematica, Economia Aziendale, Inglese e Informatica

In base ai risultati conseguiti nei corsi di recupero di Gennaio (esiti al di sotto delle aspettative, in considerazione anche del notevole impegno  profuso da parte di tutto il personale della scuola e dell’elevato budget utilizzato), nella seconda parte dell’anno scolastico è stata fatta una revisione del piano di recupero previsto per Aprile e i singoli corsi di recupero sono stati lasciati alla libera programmazione dei CdC.

Il corso di recupero di Giugno-Luglio ha fatto registrare una frequenza superiore e risultati decisamente migliori rispetto ai precedenti corsi. Da una analisi delle procedure si è ipotizzato che il miglioramento degli esiti fosse imputabile alla diversa motivazione degli alunni (questo in accordo con quanto emerso dalle sedute di discussione con i Genitori).

Dalle sedute con gli allievi è emersa una conoscenza abbastanza completa di tutte le attività di recupero in atto nell’Istituto e una valutazione delle stesse complessivamente positiva. Sono stati messi in evidenza alcuni punti di debolezza legati al comportamento disomogeneo dei docenti, come già rilevato nell’analisi del questionario docenti da cui emergeva uno scarto fra adeguatezza e importanza relativamente alla condivisione degli obiettivi minimi e alla coesione del CdC.

Infine è stato elaborato, a conclusione dell’analisi, un Diagramma di Sintesi che evidenzia una discreta omogeneità complessiva fra i quattro aspetti esaminati pur in presenza di un leggero scarto tra la percezione dei docenti e quella degli studenti e dei genitori.

In seguito sono stati elaborati il Diagramma SWOR, i criteri di Qualità e la procedura operativa relativi al recupero.

Sulla base degli elementi emersi dalla lettura dei dati e della mappa della qualità è stato possibile  prevedere  le seguenti azioni di miglioramento:

  • riflessione sulle diverse modalità di recupero;
  • preparazione di un vademecum per gli studenti di prima e di terza;
  • poiché dall’analisi storica delle insufficienze del primo quadrimestre emerge una percentuale abbastanza costante delle insufficienze per il biennio in matematica, scienza della materia e inglese e per il triennio in matematica, economia aziendale e inglese si ritiene opportuno che in sede di CdC si tenga un monitoraggio tempestivo delle insufficienze con conseguente attività di recupero effettuata  suddividendo due classi parallele in gruppi di livello. Si suggerisce di effettuare tale recupero nelle ore della mattina in quanto il livello di pendolarità degli allievi della scuola è abbastanza alto e ciò può essere causa di una bassa frequenza ai corsi di recupero pomeridiani; inoltre ciò permetterebbe agli allievi di studiare con regolarità per le lezioni del  giorno successivo.
  • organizzazione dell’orario scolastico tale da consentire l’abbinamento di almeno due classi parallele del biennio, per matematica e italiano, in modo da poter effettuare una  didattica per livelli.
  • assegnazione, in considerazione del punto precedente, a ciascun Cdc di un monte ore di recupero annuale da gestire in modo autonomo;
  • ottimizzazione dei tempi: i gruppi disciplinari dovrebbero preparare attività da utilizzare nel caso di sostituzione di docenti assenti;
  • potenziamento del mutuo insegnamento, che pare essere l’attività di recupero meglio valutata dagli studenti, con l’assistenza di un docente di riferimento e con un’eventuale forma di riconoscimento per l’allievo tutor;
  • potenziamento dell’attività di Help;
  • attività di formazione per promuovere una maggior coesione del CdC;
  • ricerca di azioni più efficaci per accrescere la motivazione allo studio;
  • ricerca e studio nei gruppi disciplinari di metodologie innovative.

Valutazione complessiva

Il lavoro svolto ha permesso di effettuare una analisi di tutte le attività di recupero attuate nell’istituto e ha messo in evidenza il fatto che non tutti i docenti erano a conoscenza di alcune di esse.

La componente studenti e genitori ha avuto la possibilità di prendere visione di tutte le azioni che la scuola mette in atto per il successo formativo degli studenti.

Inoltre, la consolidata tradizione nel monitoraggio di tutte le attività della scuola ha consentito di apportare in itinere correzioni del processo relativo alle attività di recupero per il miglioramento.

Il lavoro svolto è stato possibile soprattutto per la presenza sia di una cultura della valutazione (già dal 1995 con attività di formazione) sia del gruppo di autoanalisi AIR (costituitosi nel 2000).

Allo stato attuale si presentano, tuttavia, due criticità: la prima dovuta al fatto che permane all’interno della scuola un numero esiguo di docenti che oppone resistenza a qualsiasi attività di valutazione, la seconda legata alla presenza di un considerevole turnover di docenti negli ultimi anni. Questo ultimo fatto accentua la problematicità della formazione e del consolidamento della cultura valutativa.

Infine, da non sottovalutare, il problema legato all’ impiego di risorse in termini di tempo e di impegno personale che si è dimostrato sempre superiore alle previsioni iniziali.

Tutti i questionari sottoposti al personale docente sono stati riconsegnati in forma anonima.

Le procedure di raccolta dati sono state accurate e quando è emersa l’impossibilità di raccogliere dati oggettivi si è preferito, in itinere, fare una correzione degli indicatori metrici sia eliminandone alcuni sia cambiando la struttura dell’indicatore.

I risultati emersi dagli indicatori metrici sono stati messi in relazione con le risultanze del questionario docenti e con quelle degli incontri avvenuti con la componente studenti e genitori.

Prima della presentazione in Collegio Docenti del lavoro svolto, è stata effettuata una riunione con lo staff della scuola per un dibattito/confronto sulle conclusioni raggiunte. Ciò è servito anche, indirettamente, per una ulteriore verifica dei risultati conseguiti.

Il lavoro del Gruppo Qualità è stato svolto in sinergia con un gruppo di docenti che rappresentavano tutti i gruppi disciplinari. Peraltro nel corso del processo tutti i docenti della scuola sono stati coinvolti (questionario ai docenti, buone pratiche, indicatori metrici); anche il personale ATA ha partecipato alla raccolta ed elaborazione di alcuni indicatori metrici.

Tutta la documentazione delle attività svolte è stata messa a disposizione dei docenti in una apposita carpetta in aula insegnanti. Dopo lo scrutinio di Gennaio 2008 sono stati coinvolti i gruppi disciplinari nella lettura di alcuni indicatori metrici intermedi.

Nel primo Collegio dei Docenti di Settembre 2008 è stata presentata la sintesi complessiva del lavoro di autoanalisi per condividere con la componente docenti le ipotesi di miglioramento per l’anno 2008/09. L’esito del lavoro ha avuto una ulteriore ricaduta sulla programmazione dei gruppi disciplinari di inizio anno 2008/09.

La stessa Commissione Recupero, per l’elaborazione del Progetto Recupero da inserire nel POF 2008/09, sta lavorando a partire dalle risultanze dell’indagine svolta.

Inoltre, si è deciso che tutte le attività di recupero proposte dalla scuola verranno illustrate alle classi dai coordinatori del CdC.

Da una attenta rilettura del “Diario di Bordo” dell’esperienza del progetto di formazione “Costruire processi autovalutativi/2” sono emersi alcuni aspetti particolarmente significativi:

  • l’esperienza ha permesso a un discreto gruppo di docenti, e non solo a quelli del gruppo di autoanalisi, di consolidare la metodologia dell’ autovalutazione già sperimentata nell’anno 2006/07 e di accrescere la propria cultura autovalutativa; questo, si pensa, permetterà di riproporre l’esperienza autovalutativa in diversi contesti;
  • il processo autovalutativo è stato effettuato su  un tema  come quello del recupero che ha sempre rappresentato una sfida progettuale, educativa e organizzativa per ogni ordine di scuola superiore;
  • il tema del recupero ha suscitato molta attenzione e collaborazione da parte di tutte le componenti della scuola (dirigente, docenti, alunni, genitori e personale Ata); è stato compreso da tutti che la finalità di fondo dell’esperienza era l’individuazione di azioni di miglioramento del processo formativo;
  • l’importanza del confronto su un tema così attuale con tutte le componenti della scuola;
  • il confronto con le scuole della rete avvenuto negli incontri a Bologna ha rappresentato un valore aggiunto all’esperienza;
  • L’amico critico” Mario Castoldi è stata una presenza indispensabile per la rilettura critica di tutti i momenti del processo autovalutativo sia negli incontri in presenza sia nei collegamenti on-line