Come costruire un Questionario

Il questionario è uno strumento molto utilizzato per la valutazione delle attività di un progetto, di un percorso didattico, di un’esperienza vissuta. Esso viene usato con frequenza maggiore rispetto  ad altre forme di indagine perché permette di raccogliere molte informazioni in un tempo relativamente breve. Affinché sia efficace è però necessario progettare con cura e monitorare attentamente molti elementi: dalla scelta delle variabili da considerare, alla formulazione delle domande, all’analisi dei dati.

Nella creazione di un questionario si possono individuare tre fasi:

Fasi di lavoro Azioni
Fase esplorativa iniziale Definizione delle variabili
Prima ricognizione con domande aperte ad un campione di popolazione
Pre test Individuazione dei macro argomenti
Creazione del questionario e pre-test
Preparazione Rimaneggiamento, implementazione e revisione;
Condivisione tra tutti i soggetti coinvolti nella somministrazione del questionario dei seguenti elementi:
1.definizione dello scopo della ricerca,
2. illustrazione del questionario;
3. preparazione delle eventuali richieste.

 

La costruzione del questionario inizia con la progettazione e la prima ricognizione. Si può affermare che si ricorre all’uso di un questionario quando si conosce già qualcosa dell’oggetto che si vuole investigare (Gattico, 1998). Per questo motivo il punto di partenza è spesso rappresentato da una precedente analisi esplorativa o da una raccolta di informazioni anche svolta in maniera non strutturata.  Durante la progettazione del questionario si definiscono le variabili che andranno considerate, in modo da esplicitare con chiarezza gli argomenti da proporre, il motivo dell’indagine e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Successivamente si passa alla fase di pre-test. Il pre-test inizia con la semplice individuazione dei macro argomenti da trattare e con la scelta dell’ordine di successione degli stessi.

Dopo aver deciso il macro argomento e l’obiettivo del questionario è opportuno articolare l’argomento in sezioni e sottosezioni. Vanno inoltre stabiliti i limiti dello strumento, cioè la sua grandezza, stando attenti a considerare più fattori: il tipo di argomento, il grado di coinvolgimento di chi deve rispondere, la presenza/assenza di un assistente alla compilazione e la stanchezza che comporta la compilazione di un questionario troppo lungo.

Si passa poi alla formulazione delle domande, facendo attenzione alla tipologia di domande e al numero. Rispetto alla tipologia, le forme più comuni delle domande possono essere:

domande aperte – che non rendono possibile la previsione della risposta. Gli intervistati possono rispondere liberamente e fornire dati interessanti, ma difficili da trattare statisticamente, per la loro varietà.

domande chiuse – il ricercatore presenta le possibili risposte e il soggetto sceglie tra le due o tre opzioni presentate. In questo caso la raccolta dei dati è semplice e rigorosa, ma la tipologia di risposta è adatta solo a domande molto precise, che non sono sempre praticabili. Sono domande di questo tipo: nella sua famiglia è presente un anziano ultraottantenne? 1. Sì 2. No 3. Non risponde  

domande strutturate – sono quelle che presentano un certo numero di risposte selezionate dal ricercatore sulla base di indagini precedentemente svolte e che richiedono al soggetto di scegliere una delle risposte o di aggiungere una propria risposta personale. Ad esempio: perché ha acquistato il prodotto “X”?

  1. Per la qualità superiore
  2. Per il prezzo
  3. Per il sapore
  4. Perché è ecologico
  5. Per altri motivi (specificare quali).

In questo modo il soggetto è invitato a ripercorrere una serie di risposte possibili e a scegliere quella più consona alle proprie idee. Il limite di questa forma di domande è che genera, accanto alle riposte strutturate, una discreta quantità di dati non strutturati, che necessitano di essere trattati manualmente.

La costruzione di un questionario risponde a una serie di regole che mirano a salvaguardarne la standardizzazione, la comprensibilità e soprattutto l’aderenza all’oggetto di studio.

La stesura delle domande è solo uno dei passaggi da effettuare per avere un buon questionario a cui sarà poi necessario affiancare tecniche di controllo (statistiche e non).

Il secondo problema è legato alla formulazione delle domande. Le domande devono essere redatte seguendo le indicazioni che le rendano il più possibile chiare e comprensibili per il target di riferimento.  Ci sono delle indicazioni generali da seguire (utilizzare un linguaggio semplice, non usare formulazioni in negativo,  non sdoppiare le domande, usare riferimenti temporali chiari per fare delle stime, prevedere una successione logica degli argomenti, ecc.) a cui aggiungere le dovute accortezze circa le specificità del “pubblico” a cui saranno rivolte.

Una volta predisposto il primo abbozzo di questionario è necessario provarlo su una o più persone appartenenti al target di riferimento, o almeno su un soggetto esterno al progetto. Questa prima verifica ha lo scopo di individuare la presenza di domande confuse o poco chiare, di testare la lunghezza del questionario e di rilevare se sono sufficientemente descritti e chiariti gli scopi del questionario.

L’ultima fase consiste nella formulazione definitiva del questionario. In base alle osservazioni raccolte si rimaneggiano le domande e si prepara la versione finale. In questa fase, se è previsto che il questionario venga utilizzato da molti ricercatori, è opportuno prevedere un incontro tra tutti coloro che lo somministreranno. È infatti importante che tutti condividano le modalità di lavoro e  le consegne da dare ai soggetti che saranno coinvolti nella ricerca.

La progettazione di un questionario è un lavoro che richiede un tempo considerevole, ma se questa preparazione viene svolta con cura, diminuiscono sensibilmente i problemi e gli errori nelle fasi successive di raccolta, registrazione e analisi dei dati.


Riferimenti bibliografici

Gattico, E., Mantovani, S. (a cura di) (1998) La ricerca sul campo in educazione. I metodi quantitativi, Milano, Bruno Mondadori.