Istruire

a cura di Pascal Perillo

Dal latino instruĕre (preparare, costruire, insegnare), la pratica dell’istruire consiste nel favorire l’apprendimento di nozioni e di conoscenze tramite insegnamento teorico-pratico. Definisce il processo a cui è demandato il compito di accompagnare l’educando «nell’acquisizione di conoscenze idonee a consentirgli di inserirsi (di orientarsi ed essere orientato produttivamente) nella vita professionale futura, di dimostrare le competenze proprie di un cittadino capace di scelte autonome e di interprete aperto al confronto con il proprio passato». Indica il processo dell’istruire e riguarda l’insegnante che istruisce l’allievo e l’allievo che si istruisce.

L’istruire è pratica formativa che afferisce alla sfera del cognitivo e ai processi di acquisizione di conoscenze, saperi e competenze, realizzandosi prevalentemente nelle istituzioni formali (la scuola in primis). Si tratta di un processo attraverso il quale si produce apprendimento e quello che ne deriva, l’istruzione, si caratterizza come processo educativo dell’intelligenza e del carattere. In generale, quando si parla del processo dell’istruire «ci si riferisce soprattutto all[‘intelligenza che] implica le abilità non soltanto mentali, ma anche pratiche».

La pratica dell’istruire rimanda all’intenzionalità dell’insegnante e, in questo senso, l’istruzione consiste in un processo intenzionale di educazione che prende forma in un preciso contesto organizzativo, la scuola. L’istruire è atto didattico (dal greco didaktikós, atto a istruire) che necassita di istanze intenzionali e criteri di progettazione: si istruisce in funzione di obiettivi di apprendimento previsti e mediante strategie di comunicazione educativa. La pratica dell’istruzione passa attraverso forme di comunicazione reciproca tra insegnante e allievo (codificazione-decodificazione-ricodificazione).

Istruire senza programmare significherebbe improvvisare, ignorando la conoscenza di soggetti e contesti, di saperi e competenze, di metodologie e criteri di valutazione. Pertanto, istruire in maniera pedagogicamente competente richiede il riferimento (creativo e innovativo) a rigorose teorie dell’istruzione che definiscano, a partire dalle pratiche, i vari modi in cui è possibile favorire la crescita e lo sviluppo del soggetto.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

M. Muzi (2001), Una pedagogia per il futuro prossimo, in F. Cambi, E. Colicchi, M. Muzi, G. Spadafora, Pedagogia generale. Identità, modelli, problemi, Milano: La Nuova Italia, p. 145.
F. Frabboni, F. Pinto Minerva (1994), Manuale di pedagogia generale, Roma-Bari: Laterza.
R. Laporta (2001), Avviamento alla pedagogia, Roma: Carocci, p. 88.
J.S. Bruner (1978), Verso una teoria dell’istruzione, Roma: Armando.

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