Quaderni dell’integrazione

Tra gli strumenti più recenti sviluppati in Italia nell’ambito dell’educazione interculturale un ruolo particolarmente importante lo ha svolto il Quaderno dell’integrazione. Si tratta di uno strumento di accompagnamento, lavoro, ricerca-azione e formazione nato a partire dalla riflessione congiunta di Graziella Favaro e Lorenzo Luatti e sviluppato poi a più riprese attraverso una serie di sperimentazioni che hanno visto coinvolti insegnanti, educatori ed enti locali in varie realtà italiane (tra le altre: Arezzo, Fermo, Firenze, Padova, Pesaro, Milano, la regione Friuli Venezia Giulia ecc.).

Alla base delle varie versioni del Quaderno vi è una doppia consapevolezza.

Da un lato si parte dal presupposto che i percorsi di integrazione-interazione degli allievi migranti e figli di migranti attraversano una pluralità e complessità di ambiti (sul piano linguistico ed extralinguistico, scolastico ed extrascolastico ecc.) rispetto ai quali è necessario mantenere uno sguardo ampio, cercando di non perdere di vista la globalità dell’esperienza degli allievi e delle allieve. Dall’altro lato, alla base della proposta del Quaderno vi è anche la consapevolezza che scuole ed enti locali, insegnanti ed educatori dovrebbero oggi cercare di uscire quanto più possibile da un’ottica solo di emergenza e darsi strumenti in grado di divenire prassi quotidiana – a scuola e nei servizi – nonché strumento di apprendimento per i contesti educativi stessi (e per il più ampio sistema formativo integrato) entro cui allievi ed allieve si trovano a formarsi.

In questo senso, le diverse versioni del Quaderno sviluppate a partire dalle sperimentazioni condotte nei vari contesti locali, hanno costituito altrettanti percorsi con cui gruppi di insegnanti, educatori e operatori sono riusciti a monitorare il proprio modo di lavorare e a dotarsi di uno strumento comune da poter utilizzare con i colleghi nella quotidianità lavorativa. L’utilizzo del Quaderno – in questa prospettiva – non serve solamente a monitorare il percorso degli allievi e delle allieve, ma anche a promuovere una sempre maggiore condivisione dei percorsi educativi fra diversi professionisti dell’educazione e fra diverse istituzioni educative.

Per rendersene conto – e rinviando per i necessari approfondimenti alle diverse versioni del Quaderno – è possibile osservare la struttura di una delle sue versioni più diffuse, ovvero quella curata da Graziella Favaro per il Comune di Firenze a seguito di una sperimentazione condotta negli a.s. 2007-2008:  Un passo dopo l’altro. Osservare i cammini di integrazione dei bambini e dei ragazzi stranieri (Comune di Firenze, Firenze 2009).

Un passo dopo l’altro si presenta come un fascicolo che propone una pluralità di indicatori che spaziano da quelli relativi al “contesto” (la scuola, la classe, gli allievi, le tipologie di intervento) a quelli relativi all’ “inserimento scolastico”, alla “competenza linguistica in L2”, all’ “inserimento in classe e nella città”, al “rapporto con la lingua e la cultura d’origine”, alla motivazione, alle “dinamiche dell’integrazione” (eventi di “blocco” o “sblocco”, a volte imprevisti, che hanno ostacolato o promosso i percorsi di integrazione).

Una pluralità di indicatori che rende giustizia alla complessità dei percorsi di integrazione/interazione scolastica e sociale degli allievi e delle allieve, corredato per di più da allegati operativi a supporto dell’utilizzo. Indicatori e allegati sono inoltre accompagnati dalle riflessioni degli insegnanti e dei ricercatori che hanno sperimentato lo strumento, e che ne evidenziano i risultati, i punti di forza e le possibili criticità, ponendosi come ulteriore stimolo per successivi sviluppi e sperimentazioni.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Favaro, G. (a cura di) (2009), Un passo dopo l’altro. Osservare i cammini di integrazione dei bambini e dei ragazzi stranieri, Comune di Firenze, Firenze.
Comune di Firenze (2010), Il tempo dell’integrazione, Osservare l’inserimento dei bambini e dei ragazzi stranieri nella scuola di tutti, Comune di Firenze, Firenze.
AAVV (2011), Inter-azioni, strumenti per l’integrazione nelle scuole del Friuli Venezia Giulia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Trieste-Udine.
Luatti, L. (a cura di) (2012), Sguardi inclusivi. Il Quaderno dell’integrazione sperimentato in Provincia di Fermo, Provincia di Fermo, Fermo.


RISORSE ON LINE

Un punto di riferimento sicuro per gli insegnanti impegnati a costruire progetti e interventi nei vari ambiti dell’educazione interculturale è costituito dal sito del Centro Come di Milano (http://www.centrocome.it/), che raccoglie una grande quantità di materiali e strumenti, nonché una ricca selezione di progetti e normative, e una bacheca sempre aggiornata relativa a seminari ed eventi di formazione. Altrettanto ricco e utile è il magazine elettronico “Agorà. Paesaggi dell’intercultura” (http://www.vanninieditrice.it/agora_home.asp), curato da Lorenzo Luatti per la casa editrice Vannini, caratterizzato – fra l’altro – dalla presenza di una serie di approfondimenti monografici su temi relativi all’educazione interculturale in ambito scolastico ed extrascolastico. In entrambi questi siti è possibili reperire alcune versioni del Quaderno dell’integrazione. Un’ulteriore versione dello stesso – basata sulla sperimentazione promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia negli anni 2010 e 2011 – può essere reperita sul sito SAM Stranieri Accoglienza Mediazione (http://www.samfvg.it/sam/index.asp), dove è possibile fra l’altro trovare anche altri materiali sulle tematiche interculturali in prospettiva pedagogica.

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